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Wuthering Heights? NI!

  • Immagine del redattore: Giulia
    Giulia
  • 8 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

É finalmente approdato nelle sale – dopo mesi di pompatissima promozione pop – “Wuthering Heights”, film scritto e diretto da Emerald Fennell.


Doverosa premessa: la trama della pellicola e’ tratta dal romanzo Wuthering Heights - scritto da Emily, la più enigmatica tra le sorelle Brontë – ma il film è, sostanzialmente, una cosa diversa.


Che Emily si stia ripetutamente cappottando nella tomba e – se potesse – il suo fantasma tormenterebbe le giornate di Emerald come, nel romanzo, quello di Cathy fa con Heathcliff? Estremamente probabile.


Che Emerald Fennell abbia scritto e diretto cose migliori? Ovvio (se non ci credete, guardate Saltburn).


Che proporre una specie di sexy period drama nel momento in cui siamo felicemente (almeno, dal mio punto di vista) perseguitati da Bridgerton sia un’arma a doppio taglio in termini evocativi? Mi sa di sì.


Detto ciò, nella più consolidata tradizione bastone-carota, di seguito le mie ragioni percui questo film è un “NI”.


NO

1. Le scene di sesso

Tra il banale ed il noioso. Non aggiungono nulla, anzi tolgono.

Vorrebbero strizzare l’occhio alla trasgressione, ma il risultato è solo imitazione della trasgressione. Ed è subito Cinquanta sfumature di grigio.

É più trasgressivo, per capirci, il romanzo del 1850 dove Hethcliff e Cathy si toccano due volte. Forse tre.


2. I dialoghi

L’alternanza tra il registro contemporaneo e quello letterario è piuttosto svilente.

L’accompagnare frasi del romanzo – tipo il caposaldo He is more myself than I am. Whatever our souls are made of, his and mine are the same a vari “Ti odio/ti amo/sì, ti prego continua” ha un suono grottesco.


3. La perdita della vena horror

Fantasmi pallidi e infreddoliti che battono i pugni contro la finestra, nelle notti tempestose, implorando gli inquilini di farli entrare in casa. Gli spiriti di due misteriosi innamorati che, giurano i paesani del luogo, si aggirano nella brughiera quando c’é nebbia.


Il romanzo non è certo una storia di fantasmi, ma Emily era riuscita a incastonare magistralmente il soprannaturale nella trama. Nel film è del tutto assente. Peccato.


SI

1. Il vento della brughiera

Centrale nel film, come lo era nel romanzo. Porta le nuvole, le dissolve.


É come se restasse sempre sullo sfondo. Una presenza metaforica, che scuote spazi fisici e mentali destinati a non trovare pace.


2. La trasformazione scenica del personaggio di Isabella Linton

Bravissima Alison Oliver. Trovata narrativa interessante. Per il resto...no spoiler.


3. I ritorni alla tenuta di Wuthering Heights

Anche dopo aver raggiunto l’agiatezza economica, Cathy non può fare a meno di tornare periodicamente nella sua antica e fatiscente tenuta.


Il ritorno perpetuo a Wuthering Heights è unconcetto fondamentale nel romanzo (e pure nell’omonima, splendida, canzone di Kate Bush del 1978).


La calamita delle radici, inclusa la loro parte più tormentata, resta attiva lungo tutto la nostra vita.


4. La colonna sonora

Le aperture romantiche del pop elettronico di Charlie XCX. Wow.

Scommetto che sarebbero piaciute anche a Emily.


5. Il rapporto folle tra Heathcliff e Catherine, l’eccesso “romantico”

Facendo uno sforzo di astrazione - al netto di sesso cheap, questionabilissime ricostruzioni di trama e dialoghi non sempre avvincenti - credo che il film sia, in qualche modo, riuscito a comunicare gli elementi chiave del romanzo.


Proprio questi elementi hanno reso Wuthering Heights una storia dibattuta ai tempi della prima pubblicazione (Inghilterra vittoriana) e avrebbero, peraltro, le potenzialità di stimolare un dibattito importante anche per l'età contemporanea.


Chi sono Heathcliff e Catherine, osservandoli amente lucida? Due persone che non devono stare insieme e, in ogni caso, meglio se se ne stanno soli. Ossessivi, ossessionati, manipolatori, tossici, morbosi.

P.S. Quando, nella vita, ti capita un Heathcliff o una Catherine...SCAPPA!


Eppure, nonostante i tratti palesemente negativi dei due protagonisti, la storia di Wuthering Heights echeggia nei secoli come una delle più grandi storie d’amore mai raccontate.


Uno degli archetipi sfornati dall’Ottocento romantico.


Come se l’idea di un legame viscerale – passionale, totalizzante, svincolato da una qualsiasi forma di razionalità – costituisse la prima lente attraverso la quale guardiamo le relazioni sentimentali.

Finchè si è giovani, naturalmente.


Giovani sono, in effetti, Heathcliff e Catherine del romanzo. Più o meno vent’anni. Ed è, probabilmente, a quell’ “epoca” che ci riporta al romanzo. É, più o meno, a quell’epoca che ci riporta il film di Emerald Fennell.


Emily, wherever you are (I hope wandering on your moors), forgive us…♥️

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